Domande e risposte sulle operazioni pronti contro termine e altri strumenti di politica monetaria

  • Che cosa sono le operazioni pronti contro termine?

    La Banca nazionale impiega le operazioni pronti contro termine (PcT) per regolare la liquidità nel sistema finanziario e, per tale tramite, l'apporto di liquidità all'economia. Queste vanno distinte dalle operazioni pronti contro termine in valuta estera, a cui la Banca nazionale ricorre nella gestione degli investimenti in valuta estera (Domande e risposte sulla gestione degli investimenti) nonché dalle operazioni pronti contro termine condotte nel quadro di swap di valute finalizzati ad approvvigionare di valuta estera le controparti della Banca nazionale, (Domande e risposte sugli swap di valute). Le operazioni PcT sono operazioni a tempo determinato, con scadenze che di regola vanno da un giorno (overnight) al massimo di un anno. A seconda delle esigenze di politica monetaria e delle condizioni di liquidità nel mercato monetario, la Banca nazionale effettua operazioni PcT destinate a immettere oppure ad assorbire liquidità. Nel primo caso la Banca nazionale acquista un certo ammontare di titoli da una banca (o da un'altra controparte ammessa) accreditando il corrispettivo in franchi sul conto giro della banca presso la BNS. In pari tempo la Banca nazionale si impegna a rivendere alla banca lo stesso genere e la stessa quantità di titoli a una data ulteriore. Per la durata dell'operazione la Banca nazionale riceve dalla banca un certo interesse (tasso PcT). Nel secondo caso il processo è inverso: la Banca nazionale vende titoli alla banca addebitando il corrispettivo sul conto giro della banca e si impegna contestualmente a riacquistarli a una data ulteriore. Per la durata dell'operazione la Banca nazionale corrisponde alla banca un certo interesse (tasso PcT). In base allo stesso principio le banche concludono anche operazioni PcT fra di loro (mercato interbancario garantito) al fine di ottimizzare la gestione della liquidità.

  • Che ruolo hanno svolto le operazioni PcT della Banca nazionale negli ultimi anni?

    Gli ingenti acquisti di valuta estera effettuati dalla Banca nazionale negli anni 2009-2010 hanno condotto a un notevole eccesso di liquidità nel sistema bancario. Di conseguenza, la manovra della liquidità fra il luglio 2010 e l'agosto 2011 è stata orientata a riassorbire di volta in volta tale eccesso mediante operazioni PcT e regolari emissioni di SNB Bills. La forte sopravvalutazione del franco a metà 2011 ha causato un nuovo cambiamento nella manovra della liquidità: la Banca nazionale ha impiegato, tra l'altro, operazioni PcT per accrescere fortemente la liquidità come richiesto dalla politica monetaria e per mantenerla poi a livelli eccezionalmente elevati. Gli acquisti di valuta estera effettuati per assicurare il tasso di cambio minimo di 1.20 franchi per euro (in vigore dal 6 settembre 2011 al 15 gennaio 2015) hanno determinato un'ulteriore espansione della liquidità nel mercato monetario in franchi. Pertanto, nel giugno 2012 la Banca nazionale non ha rinnovato le ultime operazioni PcT ancora in essere. Considerata la risposta del mercato agli adeguamenti degli importi in franchigia, entrati in vigore rispettivamente il 1º novembre 2019 e il 1º aprile 2020, dal novembre 2019 la Banca nazionale effettua operazioni PcT per far sì che i tassi a breve nel segmento garantito del mercato monetario in franchi rimangano in prossimità del tasso guida BNS. All'occorrenza essa apporta liquidità overnight mediante PcT su base bilaterale (operazioni di fine tuning) per contrastare un rialzo eccessivo del SARON.

  • Quanto guadagna la Banca nazionale con le operazioni PcT?

    La Banca nazionale ricorre a operazioni PcT a fini di attuazione della politica monetaria. In nessun momento esse sono concluse allo scopo di realizzare profitti. Le operazioni PcT servono a regolare la liquidità e a influenzare la struttura dei tassi di interesse. A seconda della situazione di mercato e delle esigenze di politica monetaria, gli operatori del mercato finanziario o la Banca nazionale devono pagare un interesse.

  • Quali sono le controparti ammesse alle operazioni PcT della Banca nazionale?

    In linea di principio, alle operazioni di politica monetaria della Banca nazionale possono accedere tutte le banche residenti in Svizzera e nel Principato del Liechtenstein. Altri operatori finanziari residenti, come le assicurazioni, nonché le banche con sede all'estero sono parimenti ammessi come controparti nella misura in cui la loro partecipazione riveste un interesse per la politica monetaria e contribuisce alla liquidità del mercato monetario garantito in franchi.

  • Con quali modalità e a quali condizioni la Banca nazionale effettua le operazioni PcT?

    Le operazioni PcT possono aver luogo nel quadro di aste oppure su base bilaterale. Di regola esse sono concluse quotidianamente mediante asta condotta su una piattaforma di negoziazione elettronica. La Banca nazionale fissa il tasso PcT al quale è disposta a fornire ovvero ritirare liquidità. Le controparti possono quindi sottoporre le loro offerte. Il collocamento e l'accettazione di offerte tramite piattaforma elettronica consente inoltre alla Banca nazionale di influire in ogni momento sul livello dei tassi nel mercato monetario mediante operazioni bilaterali. Dal novembre 2019 la BNS ricorre a operazioni di questo tipo nell'ambito degli interventi di fine tuning per contrastare il rialzo del SARON. La Banca nazionale effettua le proprie operazioni PcT tramite la piattaforma di negoziazione elettronica CO:RE di SIX Repo SA.

  • In base a quali criteri la Banca nazionale decide quali offerte soddisfare?

    Di regola le aste di PcT si svolgono secondo il metodo a tasso fisso. Ciascuna controparte indica quale ammontare di liquidità è disposta a cedere ovvero ad acquisire al tasso PcT stabilito dalla Banca nazionale. Qualora l'importo complessivo delle offerte sottoposte superi l'ammontare di liquidità che la Banca nazionale intende apportare ovvero sottrarre al sistema, gli importi offerti sono ridotti in misura proporzionale. Il tasso, l'ammontare complessivo e la scadenza delle operazioni PcT sono fissati in funzione delle esigenze di politica monetaria.

  • Perché la Banca nazionale concede soltanto crediti garantiti?

    Dal punto di vista economico un'operazione PcT è assimilabile a un credito. Ai sensi dell'articolo 9 della Legge federale sulla Banca nazionale svizzera (LBN), la Banca nazionale può effettuare operazioni di credito con banche e altri operatori finanziari soltanto se il prestito è coperto da garanzie sufficienti. In questo modo la Banca nazionale si tutela contro eventuali perdite.

  • Che cosa si intende per "garanzie sufficienti"?

    La Banca nazionale ammette alle proprie operazioni PcT titoli di debito a tasso fisso denominati in franchi o in valuta estera, di regola con esclusione di quelli emessi da istituzioni finanziarie. I titoli ammessi sono detti stanziabili. Per la stanziabilità la Banca nazionale prescrive tradizionalmente standard elevati, secondo i parametri internazionali, in termini di qualità creditizia e di negoziabilità. I requisiti per il rating si basano sulle valutazioni di solvibilità assegnate dalle agenzie internazionali Standard & Poor's, Moody's e Fitch. Per gli enti svizzeri di diritto pubblico che non dispongono di un rating assegnato dalle predette agenzie può essere usata la classificazione di Fedafin. Sono considerati stanziabili nelle operazioni con la BNS i titoli per i quali il secondo giudizio in ordine di qualità corrisponde almeno ad AA-/Aa3. Se per un titolo sussiste una sola valutazione, questa costituisce il rating determinante. È inoltre richiesto un volume minimo di titoli, il quale viene determinato in funzione del volume di titoli in circolazione denominati nella valuta di emissione. Attualmente sono ammesse le seguenti valute: euro, dollaro USA, lira sterlina, corona danese, corona norvegese e corona svedese. Più del 90% dei titoli stanziabili nelle operazioni con la Banca nazionale è denominato in valuta estera. I titoli devono inoltre soddisfare altri criteri (Nota sui titoli stanziabili nelle operazioni pronti contro termine della BNS). I titoli stanziabili sono riportati nell'Elenco dei titoli stanziabili nelle operazioni con la Banca nazionale (SNB GC Basket, in tedesco, francese ed inglese). Al di fuori delle operazioni PcT, ad esempio per lo schema di rifinanziamento BNS-COVID-19, la Banca nazionale può accettare anche altre garanzie.

  • A quanto ammonta il volume dei titoli stanziabili nelle operazioni con la Banca nazionale?

    Il volume aggiornato quotidianamente dei titoli stanziabili può essere consultato sul sito web della Banca nazionale, dove è pubblicata una versione costantemente adeguata dell'elenco dei titoli stanziabili (SNB GC Basket). La Banca nazionale gestisce inoltre un file con modifiche dell'SNB GC Basket (in tedesco, francese ed inglese), anch'esso aggiornato quotidianamente, in cui sono indicate le nuove ammissioni, esclusioni e scadenze degli ultimi dodici mesi. Infine, attivando le funzioni ricerca online dei titoli (in tedesco, francese ed inglese) e ricerca online delle modifiche (in tedesco, francese ed inglese) è possibile accertare la stanziabilità di un dato titolo o informarsi sulle nuove ammissioni (New), le esclusioni (Exclusion) e le scadenze (Redemption). A fine 2019 il volume dei titoli stanziabili nelle operazioni con la Banca nazionale ammontava, in franchi, a 9700 miliardi.

  • Perché nel valutare il merito di credito delle garanzie la Banca nazionale si basa sui rating esterni?

    Le notazioni delle agenzie di rating costituiscono la base per la valutazione dei titoli. Dato il numero dei valori, un'analisi sistematica in proprio degli emittenti sarebbe molto dispendiosa. I rating esterni servono da riferimento anche per il mercato obbligazionario. Tuttavia, se necessario, la Banca nazionale può ricorrere anche ad altri indicatori, oltre ai rating delle agenzie, per valutare la stanziabilità dei titoli.

  • Che cosa accade se un titolo cessa di essere stanziabile?

    La Banca nazionale attua una politica rigorosa in materia di stanziabilità e pubblica quotidianamente i cambiamenti intervenuti nell'elenco dei titoli idonei. Quelli che perdono tale qualifica sono immediatamente stralciati da questo elenco. Le banche e gli altri operatori finanziari che hanno fornito in garanzia tali titoli nel quadro di operazioni PcT concluse con la Banca nazionale devono rimpiazzarli entro un dato termine con altri titoli stanziabili.

  • Che cosa accade se un titolo stanziabile fornito in garanzia si deprezza rapidamente?

    Nel corso della durata di un'operazione PcT i titoli forniti in garanzia possono subire variazioni di valore a causa delle fluttuazioni dei prezzi o dei tassi di cambio. Il sistema calcola due volte al giorno le differenze di valore risultanti e genera automaticamente una corrispondente richiesta di reintegrazione del margine. Di regola tale richiesta è soddisfatta mediante la consegna di titoli. Se questi non sono disponibili è attivato un addebito sul conto giro della controparte presso la Banca nazionale. Tale procedura permette di minimizzare il rischio per la Banca nazionale e al tempo stesso di accrescere la stabilità del mercato delle operazioni PcT.

  • Perché è importante per le banche la stanziabilità dei titoli nelle operazioni con la Banca nazionale?

    I titoli stanziabili nelle operazioni con la Banca nazionale sono di importanza cruciale per il mercato interbancario garantito in franchi. La quasi totalità delle operazioni PcT concluse fra gli intermediari finanziari ha come copertura titoli stanziabili. Pertanto, tutti i cambiamenti decisi dalla Banca nazionale in materia di stanziabilità hanno un impatto sul mercato PcT interbancario. I titoli stanziabili nelle operazioni con la Banca nazionale valgono inoltre come attivi liquidi di elevata qualità ai sensi della nuova Ordinanza sulla liquidità delle banche.

  • Qual è il volume dei contratti in essere sul mercato delle operazioni PcT e sul mercato dei crediti interbancari non garantiti?

    Nel 2019 l'ammontare delle operazioni PcT in essere della Banca nazionale a fini di politica monetaria era pari mediamente a 40 milioni di franchi. Nel segmento in franchi del mercato interbancario garantito di SIX il volume medio dei contratti esistenti nel 2019 si attestava a circa 20 miliardi di franchi. Il volume corrispondente sul mercato interbancario non garantito è stimato a un livello nettamente inferiore. Già nel 2008, sulla scia della crisi finanziaria si era osservata una prima dislocazione dell'attività dal segmento non garantito verso quello garantito. In seguito al massiccio aumento della liquidità nell'agosto 2011 il volume delle transazioni nel mercato monetario garantito e non garantito aveva subito un drastico calo. Successivamente l'attività nel primo si è poi leggermente ripresa, mentre nel secondo essa ha ristagnato. L'introduzione dell'interesse negativo da parte della Banca nazionale a inizio 2015 ha indotto una moderata ripresa delle contrattazioni. Le istituzioni con averi a vista presso la BNS superiori all'ammontare in franchigia hanno ridotto questi ultimi anche mediante PcT, mentre quelle che non avevano utilizzato appieno il margine in franchigia li hanno accresciuti. La revisione del metodo di calcolo dell'importo in franchigia con effetto al 1º novembre 2019 e l'innalzamento del fattore franchigia con effetto al 1º aprile 2020 hanno sensibilmente vivacizzato il mercato dei PcT.

  • Che cosa sono gli SNB Bills?

    Gli SNB Bills sono titoli di debito della Banca nazionale denominati in franchi, emessi per la prima volta nell'autunno 2008. Con il collocamento di SNB Bills la Banca nazionale può sottrarre temporaneamente liquidità al mercato. L'ammontare di SNB Bills aggiudicato all'emissione è addebitato sui conti giro delle banche assegnatarie, mentre nel bilancio della Banca nazionale aumenta in misura corrispondente la voce "Titoli di debito propri". Gli SNB Bills, che hanno una scadenza massima di 12 mesi, sono titoli stanziabili e possono quindi essere depositati a garanzia nelle operazioni PcT. Al pari di altri titoli, sono negoziati sul mercato secondario. Ulteriori informazioni sono disponibili alla rubrica SNB Bills (in tedesco, francese ed inglese).

  • Qual è la procedura di emissione degli SNB Bills?

    Gli SNB Bills sono normalmente collocati mediante asta a tasso variabile, con metodo di aggiudicazione all'americana. Alle aste possono prendere parte tutti i soggetti che dispongono di un conto giro presso la Banca nazionale e che sono ammessi come partecipanti sia al "CH Repo Markt", sia all'"OTC Spot Markt" di SIX Repo SA. I partecipanti indicano nelle proprie offerte l'ammontare di liquidità che sono disposti a cedere e il prezzo (tasso di interesse) richiesto. Ogni partecipante può sottoporre più offerte, anche con prezzi differenti. La Banca nazionale soddisfa integralmente le offerte dei partecipanti al rispettivo prezzo indicato, se questo è pari o inferiore a quello massimo accettato dalla Banca nazionale stessa. Qualora l'ammontare totale delle offerte con il prezzo massimo accettato superi l'ammontare residuo da assorbire/aggiudicare, questo viene ripartito pro rata fra i partecipanti in funzione del rapporto fra l'ammontare residuo e l'ammontare totale di queste offerte. Le offerte con prezzo superiore alla soglia fissata dalla Banca nazionale non sono prese in considerazione.

  • A che scopo la Banca nazionale può fare ricorso agli SNB Bills?

    L'emissione di SNB Bills consente alla Banca nazionale di assorbire rapidamente un grande volume di liquidità. La Banca nazionale può inoltre riacquistare SNB Bills sul mercato secondario al fine di accrescere se necessario la liquidità nel sistema finanziario. Fra metà 2010 e metà 2011 la Banca nazionale ha emesso SNB Bills per drenare la base monetaria in eccesso. A partire dall'agosto 2011, sulla scia della forte espansione della liquidità, la Banca nazionale non ha più emesso nuovi SNB Bills, non ha rinnovato quelli in scadenza e ha riacquistato SNB Bills sul mercato secondario. Gli ultimi titoli in essere sono stati rimborsati a scadenza all'inizio del luglio 2012.

  • A che scopo la Banca nazionale impiega operazioni valutarie come strumento di politica monetaria?

    Nell'espletare le proprie funzioni di politica monetaria, la Banca nazionale può acquistare o vendere divise estere contro franchi sui mercati finanziari. Al fine di contrastare l'eccessivo apprezzamento del franco, fra il 6 settembre 2011 e il 15 gennaio 2015 la Banca nazionale ha assicurato un tasso di cambio minimo di 1.20 franchi per euro. Anche dopo l'abolizione del cambio minimo la Banca nazionale è intervenuta all'occorrenza sui mercati per influenzare l'evoluzione del tasso di cambio. Nel corso del 2019 ha acquistato valute estere per il controvalore di complessivi 13,2 miliardi di franchi. La disponibilità della Banca nazionale a intervenire se necessario sul mercato dei cambi riduce la pressione all'apprezzamento sul franco: tale disponibilità influenza infatti le aspettative del mercato e ciò si ripercuote su offerta e domanda nel mercato valutario e quindi sul tasso di cambio. La Banca nazionale decide, tenuto conto delle condizioni del mercato, se e in quale misura intervenire. Il bisogno di intervento sorge soprattutto nei periodi di maggiore incertezza, quando il franco è particolarmente ricercato come investimento sicuro. Nel marzo 2020 essa ha annunciato di procedere a interventi più massicci per contrastare le accresciute pressioni sul franco legate alla crisi da coronavirus.

    La valuta estera acquisita nel quadro di tali operazioni è iscritta in bilancio fra gli investimenti in valuta estera, mentre i franchi ceduti sono accreditati sui conti giro delle banche. A differenza di altri strumenti di politica monetaria (ad esempio le operazioni PcT e gli swap di valute) gli interventi valutari non hanno una scadenza determinata e comportano perciò una variazione permanente del bilancio. Oltre che per fini di politica monetaria le operazioni in cambi sono impiegate anche nel quadro della gestione delle riserve. In questo caso non sono però effettuate in contropartita di franchi e risultano quindi neutre sul piano della politica monetaria.

  • Che cosa significa interesse negativo?

    Allorché il tasso di riferimento della politica monetaria si trova già a livello zero, ma si rende necessario un ulteriore allentamento delle condizioni monetarie, una banca centrale può decidere di far scendere i tassi di interesse in zona negativa. Il 18 dicembre 2014 la Banca nazionale ha annunciato l'applicazione di un interesse negativo sugli averi a vista che le banche e altri operatori finanziari detengono sui conti giro presso la BNS. L'interesse negativo è applicato con decorrenza dal 22 gennaio 2015, al tasso di -0,75%. L'adozione di un interesse negativo ha lo scopo di rendere meno attrattivi i depositi in franchi e di contrastare così le pressioni all'apprezzamento sul franco. La Banca nazionale accorda a ogni titolare di conto un ammontare individuale in franchigia non soggetto a interesse negativo, affinché il sistema bancario non risulti indebitamente gravato. Nel caso delle banche residenti, dal 1º aprile 2020 l'importo in franchigia è pari a 30 volte la media triennale delle riserve minime obbligatorie. Per i titolari di conto non soggetti a obblighi di riserva l'importo in franchigia è pari ad almeno 10 milioni di franchi (Nota sugli interessi negativi applicati agli averi in conto giro). Nel 2019 gli introiti della BNS per interessi negativi sono ammontati a 1,9 miliardi di franchi.

  • Che funzione hanno le riserve minime?

    L'obbligo di mantenere un dato livello di riserve, sancito dalla Legge sulla Banca nazionale, assicura una domanda minima di base monetaria da parte delle banche e assolve quindi una funzione di politica monetaria. Gli attivi in franchi computabili ai fini delle riserve minime comprendono le monete metalliche, le banconote e gli averi a vista (averi sui conti giro) presso la Banca nazionale. Il coefficiente di riserva è fissato attualmente al 2,5% delle passività considerate. Queste sono pari alla somma delle passività a breve (fino a 90 giorni) denominate in franchi, più il 20% delle passività complessive verso la clientela sotto forma di conti di risparmio e di investimento. In caso di mancato assolvimento dell'obbligo di riserva, la Banca nazionale addebita alla banca inadempiente un interesse calcolato sull'importo in difetto per il numero di giorni del relativo periodo di mantenimento. Poiché a causa della politica monetaria degli ultimi anni il sistema bancario è abbondantemente rifornito di liquidità, le banche detengono attualmente un volume di riserve multiplo del minimo legale.

  • In cosa consiste lo schema di rifinanziamento BNS-COVID-19?

    Nel marzo 2020 la Banca nazionale ha introdotto lo schema di rifinanziamento BNS-COVID-19 (SRC), istituito a titolo transitorio al fine di attenuare le conseguenze economiche della pandemia da coronavirus. Lo schema consente alle banche di ottenere dalla Banca nazionale liquidità sotto forma di prestiti contro cessione di crediti alle imprese. Come copertura sono ammessi crediti che, nel quadro della pandemia da COVID-19, sono garantiti dalla Confederazione e/o dai Cantoni. La Banca nazionale può accettare anche garanzie di altra natura. Per maggiori informazioni sull'SRC si rimanda all'apposita Nota.

  • Quali altri strumenti di politica monetaria sono stati utilizzati dalla Banca nazionale negli ultimi anni?

    Nel 2009 la Banca nazionale è intervenuta simultaneamente con altri strumenti sui mercati monetario, valutario e dei capitali, perseguendo l'obiettivo di impartire impulsi monetari forti e di ampia portata. Nel 2009 la Banca nazionale ha acquistato obbligazioni in franchi di emittenti privati sul mercato dei capitali. Nel 2010 tutti questi titoli sono stati rivenduti o rimborsati a scadenza.