Domande e risposte sulla stabilità finanziaria

  • Che cosa si intende per stabilità finanziaria?

    Un sistema finanziario è stabile quando le sue singole componenti - banche, mercati finanziari e infrastrutture del mercato finanziario - espletano la loro funzione e danno prova di capacità di tenuta di fronte a eventuali shock. La stabilità finanziaria costituisce un importante presupposto per lo sviluppo dell'economia. Anche per la Banca nazionale è essenziale poter fare affidamento su mercati finanziari ben funzionanti ai fini dell'attuazione della politica monetaria (Domande e risposte sull'attuazione della politica monetaria).

  • Quali sono i compiti della Banca nazionale in materia di stabilità finanziaria?

    Conformemente alla Legge sulla Banca nazionale quest'ultima contribuisce alla stabilità del sistema finanziario. Essa assolve tale compito analizzando le fonti di rischio per il sistema finanziario e individuando le eventuali misure correttive necessarie. La Banca nazionale partecipa anche a livello internazionale, in particolare nell'ambito del Comitato di Basilea, ai lavori per la definizione e attuazione del quadro regolamentare della piazza finanziaria. Essa designa altresì le banche di rilevanza sistemica e svolge funzioni macroprudenziali. Inoltre, sorveglia le infrastrutture del mercato finanziario di rilevanza sistemica, ossia quelle da cui possono derivare rischi per la stabilità del sistema finanziario. In caso di crisi, la Banca nazionale adempie il suo mandato intervenendo all'occorrenza come prestatore di ultima istanza (lender of last resort).

  • Dove si possono trovare le analisi e le valutazioni della Banca nazionale sugli sviluppi concernenti la stabilità finanziaria?

    La Banca nazionale pubblica le proprie valutazioni in merito alla stabilità del settore bancario svizzero nel suo rapporto annuale sulla stabilità finanziaria (in francese, tedesco e inglese), concentrandosi sulle tendenze osservabili a livello del sistema bancario e dei mercati finanziari, nonché sul piano macroeconomico. Con tale pubblicazione la BNS intende in primo luogo evidenziare tensioni o squilibri che potrebbero rappresentare un rischio per la stabilità sistemica a breve o a più lungo termine e indicare le eventuali misure correttive necessarie per ridurre tale rischio. Nel rapporto la Banca nazionale analizza sia la situazione delle grandi banche svizzere a operatività internazionale sia le banche di credito orientate al mercato interno. Anche in occasione dei frequenti interventi e discorsi pubblici la Banca nazionale esprime il suo giudizio sugli sviluppi correnti relativi alla stabilità finanziaria.

  • Cosa sono le misure macroprudenziali?

    Le misure macroprudenziali mirano ad aumentare la stabilità del sistema finanziario, rafforzandone la resilienza nei confronti di eventuali shock, da un lato, e contrastando l'insorgenza di rischi sistemici, dall'altro. Esse sono rivolte non tanto ai singoli operatori finanziari, quanto piuttosto al settore bancario svizzero nel suo insieme. Un'importante misura macroprudenziale è per esempio il cuscinetto anticiclico di capitale. Un altro esempio è costituito dai requisiti speciali posti alle banche di rilevanza sistemica.

  • Che cos'è il cuscinetto anticiclico di capitale?

    In virtù della disposizione relativa al cuscinetto anticiclico di capitale, il Consiglio federale può richiedere alle banche di detenere, a titolo precauzionale, una dotazione addizionale di capitale proprio. Il cuscinetto anticiclico mira, da una parte, ad accrescere la capacità di resistenza del settore bancario di fronte ai rischi insiti in un'eccessiva espansione del credito, e, dall'altro, a contrastare tale espansione. Esso può essere attivato per l'intero mercato creditizio oppure solo per determinati segmenti, come il mercato ipotecario. Tale misura è applicabile in Svizzera dal luglio 2012. Il cuscinetto di capitale è pari al massimo al 2,5% dell'insieme dell'attivo ponderato per il rischio di una banca residente in Svizzera. La sua attivazione implica per le banche l'obbligo di aumentare in via temporanea e graduale la dotazione di fondi propri.

  • Chi decide in merito all'impiego del cuscinetto anticiclico di capitale?

    Se la Banca nazionale giudica che sia necessario attivare, adeguare o disattivare il cuscinetto anticiclico, sottopone la relativa proposta al Consiglio federale, dopo aver consultato l'Autorità di vigilanza sui mercati finanziari FINMA (www.finma.ch). Il cuscinetto anticiclico è stato attivato dal Consiglio federale per la prima volta nel febbraio 2013 per il mercato ipotecario, su proposta della Banca nazionale (comunicato stampa in francese, tedesco e inglese). Successivamente, nel gennaio 2014, il Consiglio federale ha adottato la proposta della Banca nazionale di innalzarne il livello (comunicato stampa in francese, tedesco e inglese).

  • Qual è il nesso fra mercato ipotecario e stabilità finanziaria?

    Le banche orientate al mercato interno, in particolare, presentano una quota elevata di prestiti ipotecari nei propri bilanci. Pertanto, la presenza di eccessi sul mercato immobiliare può essere causa di seri problemi non solo per i mutuatari, ma anche per le banche stesse. Il mercato ipotecario e immobiliare costituisce quindi una potenziale fonte di rischio per la stabilità finanziaria. L'esperienza maturata in Svizzera e all'estero insegna che le crisi immobiliari possono pregiudicare gravemente il sistema finanziario e quindi l'intera economia. La Banca nazionale segue perciò attentamente gli sviluppi su tali mercati e concorre alla definizione delle misure regolamentari volte ad attenuare tali rischi.

  • Oltre al cuscinetto anticiclico di capitale, quali altre misure regolamentari possono essere adottate per contenere i rischi sul mercato ipotecario e immobiliare?

    Per ridurre i rischi sul mercato ipotecario e immobiliare sono stati innalzati i requisiti patrimoniali per i prestiti ipotecari con un elevato rapporto prestito-valore e sono state rivedute le direttive in materia di autodisciplina delle banche per la concessione di tali prestiti. Qualora gli squilibri sul mercato ipotecario e immobiliare svizzero si ampliassero ulteriormente, potrebbero essere adottate misure addizionali.

  • Che cos'è l'Accordo di Basilea sui requisiti patrimoniali (Basilea 1, 2 e 3)?

    L'Accordo di Basilea sui requisiti patrimoniali minimi delle banche emanato dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, un comitato permanente della Banca dei regolamenti internazionali (BRI, www.bis.org), si prefigge di rafforzare la stabilità del sistema finanziario internazionale e di promuovere la parità concorrenziale fra le banche. La prima versione dell'accordo (nota come Basilea 1) è stata adottata nel 1988 e aveva come elemento centrale la copertura minima dei rischi di credito. Tale versione è stata integrata nel 1996 con disposizioni sui requisiti patrimoniali a fronte dei rischi di mercato.

    Con la prima revisione dell'accordo (Basilea 2), avvenuta nel 2004, le prescrizioni sui fondi propri sono state estese al rischio operativo e dotate di un grado più elevato di sensibilità al rischio; inoltre, accanto ai requisiti patrimoniali minimi, sono stati introdotti altri due pilastri, ossia il processo di controllo prudenziale e gli obblighi di informativa al pubblico per rafforzare la disciplina di mercato.

    La seconda revisione dell'accordo (Basilea 3) è stata avviata in seguito alla crisi finanziaria mondiale del 2008 ed è avvenuta in due fasi. Nella prima, nel 2010, sono stati adottati requisiti patrimoniali basati sul rischio più severi e concepiti in funzione anticiclica, nonché una limitazione dell'indebitamento (coefficiente patrimoniale non ponderato per il rischio, leverage ratio). Inoltre, sono stati istituiti requisiti quantitativi minimi a livello internazionale per il rischio di liquidità, che contemplano un indicatore di breve termine (liquidity coverage ratio) e un indicatore strutturale (net stable funding ratio).

    La seconda fase è stata portata a termine dal Comitato di Basilea nel 2017. Le ultime misure adottate mirano a ripristinare la credibilità dei requisiti su base ponderata per il rischio. A tale scopo il Comitato ha limitato l'impiego di modelli interni delle banche e ha migliorato la sensibilità al rischio dei metodi standardizzati prestabiliti. Inoltre, esso ha definito una nuova soglia minima per i requisiti che si basano sui modelli interni, fissandola al 72,5% dei requisiti determinati con i metodi standardizzati. Le nuove disposizioni entreranno in vigore il 1º gennaio 2022 con un periodo di transizione di cinque anni per la piena applicazione della soglia minima per i requisiti che si basano sui modelli interni.

  • Quali sono i criteri secondo cui una banca è considerata di rilevanza sistemica?

    In base alla Legge sulle banche e le casse di risparmio (Legge sulle banche, www.admin.ch) una banca o un gruppo bancario è di rilevanza sistemica quando il suo dissesto danneggerebbe notevolmente l'economia svizzera e il sistema finanziario svizzero. Un criterio importante per valutare la rilevanza sistemica di una banca o di un gruppo bancario è la sua quota di mercato nell'attività di deposito e di credito a livello nazionale. Sono presi in considerazione anche altri criteri, come la dimensione, il profilo di rischio e il grado di interconnessione. Nell'ambito della normativa "too big to fail" la Legge sulle banche attribuisce alla Banca nazionale il mandato di designare, previa consultazione della FINMA e delle banche in questione, quali istituti e quali delle loro funzioni hanno rilevanza sistemica. A fine 2016 le banche di rilevanza sistemica in Svizzera erano Credit Suisse, UBS, la Banca cantonale di Zurigo (ZKB), Raiffeisen e PostFinance (comunicati stampa sulle decisioni della BNS in francese, tedesco e inglese).

  • Che cosa si intende per normativa "too big to fail"?

    La normativa "too big to fail" stabilisce requisiti speciali per le banche di rilevanza sistemica. Questi sono definiti nella Legge sulle banche, nell'Ordinanza sulle banche e le casse di risparmio (Ordinanza sulle banche, www.admin.ch), nell'Ordinanza sui fondi propri e sulla ripartizione dei rischi delle banche e dei commercianti di valori mobiliari (Ordinanza sui fondi propri, www.admin.ch) e nell'Ordinanza sulla liquidità delle banche (Ordinanza sulla liquidità, www.admin.ch). La normativa si prefigge di risolvere il problema "too big to fail" in Svizzera, ossia di evitare che in caso di crisi le banche di rilevanza sistemica debbano essere salvate attingendo al denaro dei contribuenti. Essa comprende prescrizioni concernenti i fondi propri, la liquidità, la ripartizione dei rischi e l'assetto organizzativo. Quest'ultimo aspetto riguarda le misure volte ad agevolare l'ordinata risoluzione di una banca di rilevanza sistemica in caso di crisi. La normativa svizzera è conforme ai requisiti internazionali del Consiglio per la stabilità finanziaria (FSB, www.fsb.org), un organismo internazionale composto da ministri delle finanze, autorità di vigilanza e banche centrali, nonché a quelli del Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria.

  • Cosa significa prestatore di ultima istanza ("lender of last resort")?

    In caso di crisi la Banca nazionale può agire nella veste di prestatore di ultima istanza (lender of last resort). Qualora una o più banche non siano più in grado di rifinanziarsi sul mercato, essa può mettere a disposizione di queste ultime risorse monetarie nel quadro del sostegno straordinario di liquidità (direttive sugli strumenti di politica monetaria, in francese, tedesco e inglese). A tal fine la banca o il gruppo bancario richiedente deve avere rilevanza per la stabilità del sistema finanziario ed essere solvibile. Inoltre, il credito erogato deve essere interamente coperto in ogni momento da sufficienti garanzie. Al culmine della crisi finanziaria nell'ottobre 2008 il Consiglio federale, la Commissione federale delle banche CFB (organismo predecessore della FINMA) e la Banca nazionale hanno varato un pacchetto di riforme con l'obiettivo di stabilizzare UBS e rafforzare così il sistema finanziario svizzero. La Banca nazionale ha partecipato a tale pacchetto con il Fondo di stabilizzazione (StabFund), svolgendo in tal modo il suo ruolo di prestatore di ultima istanza.

  • Qual era lo scopo del Fondo di stabilizzazione?

    Il Fondo di stabilizzazione era una società veicolo costituita dalla Banca nazionale a cui sono state trasferite le attività illiquide di UBS. Per l'acquisizione di tali attività la Banca nazionale ha concesso un prestito al Fondo. Quest'ultimo è stato poi riscattato da UBS nel novembre 2013 (comunicato stampa in francese, tedesco e inglese).

  • Quali infrastrutture del mercato finanziario hanno rilevanza sistemica?

    Fra le infrastrutture del mercato finanziario da cui possono derivare rischi per la stabilità del sistema finanziario figurano in Svizzera il sistema di pagamento Swiss Interbank Clearing (SIC), il depositario centrale SIX SIS e la controparte centrale SIX x-clear. Queste infrastrutture sono gestite operativamente da SIX Group (www.six-group.com) ovvero dalle sue filiazioni SIX Interbank Clearing SA, SIX SIS SA e SIX x-clear SA. Per la stabilità del sistema finanziario svizzero sono altresì rilevanti il sistema di regolamento delle operazioni in valuta Continuous Linked Settlement (CLS) e le controparti centrali Eurex Clearing e LCH.Clearnet Ltd. I gestori di queste infrastrutture hanno sede negli Stati Uniti, in Germania e nel Regno Unito.

  • Perché la Banca nazionale sorveglia le infrastrutture del mercato finanziario di rilevanza sistemica?

    La Legge sulla Banca nazionale assegna a quest'ultima il compito di sorvegliare le infrastrutture del mercato finanziario. La sorveglianza esercitata dalla Banca nazionale su tali infrastrutture gestite dall'economia privata mira a promuoverne la sicurezza. A questo riguardo riveste un'importanza primaria la riduzione dei rischi sistemici. Da una parte, occorre impedire che una disfunzione di natura tecnica o difficoltà finanziarie dei gestori di queste infrastrutture causino seri problemi creditizi o di liquidità agli intermediari finanziari o generino gravi turbative nei mercati finanziari. Dall'altra, le basi contrattuali e in particolare le regole e procedure dei sistemi devono essere concepite in modo tale che eventuali difficoltà di pagamento o consegna di singoli partecipanti a tali infrastrutture del mercato finanziario non si diffondano in modo incontrollato ad altri intermediari, a infrastrutture collegate o ai mercati finanziari. La Banca nazionale coopera a questo fine con la FINMA e con le autorità di vigilanza e sorveglianza estere.