La politica macroprudenziale oltre la pandemia: bilancio e prospettive

Fritz Zurbrügg, vicepresidente della Direzione generale

International Center for Monetary and Banking Studies (ICMB), Ginevra, 29.03.2022

Dopo la crisi finanziaria globale, autorità nazionali di vigilanza e istituzioni internazionali hanno cooperato per creare le basi dell'attuale regolamentazione macroprudenziale. Questa contempla politiche volte a contenere l'accumulo di vulnerabilità a cui è esposto il settore bancario e a rafforzare la resilienza di quest'ultimo. Nel perseguire tali obiettivi, la politica macroprudenziale contribuisce alla stabilità finanziaria, essenziale per il conseguimento di una crescita economica più stabile.

Finora, l'esperienza ha dimostrato che gli strumenti macroprudenziali aiutano a rallentare la crescita delle vulnerabilità, senza tuttavia riuscire a prevenirle del tutto. Un aspetto ancora più rilevante è il fatto che essi hanno concorso all'aumento della capitalizzazione delle banche, migliorandone la resilienza. L'importanza della resilienza è divenuta particolarmente evidente durante la pandemia. Le sostanziali riserve di capitale sono uno dei fattori che hanno consentito alle banche di continuare a erogare prestiti all'economia reale, sostenendo così la ripresa economica.

Dall'inizio della pandemia le vulnerabilità del sistema finanziario sono aumentate. Numerose autorità nazionali e istituzioni internazionali hanno evidenziato l'esistenza di valutazioni eccessive, in particolare nei mercati immobiliari. In molti paesi, i policy maker hanno già reagito a questi sviluppi inasprendo la politica macroprudenziale.

Anche in Svizzera le vulnerabilità del mercato immobiliare residenziale e di quello ipotecario si sono accentuate dall'inizio della pandemia. Molti indicatori segnalano una crescente sopravvalutazione delle quotazioni degli immobili residenziali. Parallelamente, negli ultimi anni sono saliti i rischi di sostenibilità. Per preservare la resilienza del settore bancario alla luce delle accresciute vulnerabilità, il Consiglio federale ha riattivato nel gennaio di quest'anno il cuscinetto anticiclico settoriale di capitale su proposta della Banca nazionale svizzera, fissandolo a un livello superiore a quello antecedente alla pandemia.

La tenuta del settore bancario elvetico deve essere preservata anche in futuro. Questo implica mantenere le riserve di capitale strutturali introdotte in risposta alla crisi finanziaria globale e adeguare i requisiti patrimoniali all'evoluzione delle vulnerabilità nel mercato ipotecario e in quello degli immobili residenziali, proprio come è stato fatto con la recente riattivazione del cuscinetto anticiclico settoriale di capitale.