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Con il passaggio dall'oro alla
carta, il valore intrinseco lasciò il posto al valore
di scambio. Una moneta d'oro o d'argento è un oggetto
di valore anche senza conio. La banconota, invece, non è
che un pezzo di carta. I costi di produzione di una banconota
ammontano mediamente a circa 30 centesimi. L'importo indicatovi,
il valore di scambio, è perciò assai più
elevato del valore intrinseco della carta. Il valore di scambio
determina quanto vale il biglietto nello scambio con altri beni.
Oggigiorno, la maggior parte della moneta non ha più
assolutamente alcun valore intrinseco. Si tratta di moneta scritturale,
che esiste unicamente come voce sui conti bancari e postali.
Il valore delle monete e banconote è fissato dall'istituto d'emissione. Banconote e monete non sono quindi altro che supporti di un'informazione relativa ad un valore. L'informazione stessa è indipendente dal suo supporto. È quindi possibile trasmetterla per via elettronica. Attualmente sono in fase di sviluppo diverse forme di moneta elettronica, in concorrenza diretta con il contante degli istituti d'emissione. Potranno queste forme di moneta soppiantare un giorno il contante? Se e quando la moneta elettronica avrà successo dipende dalla fiducia dei partecipanti nei sistemi offerti e dal numero di utenti.
Sebbene, dal punto di vista tecnico, la società potrebbe ormai funzionare senza contanti, il denaro contante continua a giocare un ruolo importante nella vita quotidiana. In Svizzera, ad esempio, il contante impiegato è tuttora in aumento, seppure in minor misura che in passato.
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